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Sorveglianza sanitaria per IBR applicabile su pool di latte/siero

Tipologia
Progetti locali
Programma di ricerca
Bando Ricerca Scientifica 2013
Ente finanziatore
Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo
Budget
214320,00
Periodo
01/12/2014 - 30/11/2016
Coordinatore
Prof. Sergio Rosati

Partecipanti al progetto

Descrizione del progetto

La rinotracheite infettiva bovina (Infectious Bovine Rhinotracheitis, IBR) è una malattia virale contagiosa del bovino, cha causa notevoli perdite economiche nel comparto zootecnico sia da latte che da carne. I danni economici sono riconducibili agli effetti diretti del virus sull’apparato respiratorio e genitale, al calo della produzione del latte e, non meno importante, alle restrizioni commerciali imposte da Stati, Regioni o Province che, in possesso di uno stato sanitario favorevole, possono richiedere garanzie aggiuntive all’importazione di animali vivi da territori con qualifica sanitaria inferiore. Il piano Regionale piemontese per il controllo dell’IBR prevede tre livelli di qualifica sanitaria: aziende positive, in cui è presente almeno un animale infetto (o sierologicamente non differenziabile da esso), aziende indenni (in cui gli animali sono vaccinati con un vaccino marker, in grado di consentire, con opportuno test diagnostico, la differenziazione fra vaccinazione e infezione) e aziende ufficialmente indenni (animali negativi e non vaccinati). La sorveglianza sanitaria nelle aziende bovine indenni e ufficialmente indenni si attua mediante esami sierologici individuali da eseguirsi una volta all’anno. Tale approccio rappresenta un costo sempre maggiore, visto il numero crescente di aziende che ottiene annualmente tale qualifica sanitaria. Nella provincia di Cuneo vi sono circa 230 aziende bovine da latte e 1400 aziende da carne che hanno ottenuto la qualifica sanitaria di allevamento indenne o ufficialmente indenne. Il costo delle analisi sierologiche è attualmente a carico della Regione Piemonte. Le crescenti difficoltà economiche stanno tuttavia mettendo in pericolo non solo il prosieguo del programma di eradicazione con il coinvolgimento di nuove aziende, ma anche il mantenimento stesso dello stato sanitario in quelle aziende in cui gli allevatori hanno dimostrato la maggiore sensibilità nell’intraprendere un percorso di qualità sanitaria. Si tratta quindi di identificare strategie diagnostiche in grado di ridurre i costi delle analisi mantenendo nel contempo un alto livello di affidabilità in termini di sensibilità e precocità diagnostica. La possibilità di utilizzare latte di massa o pool di sieri, per la sorveglianza sanitaria, rappresenta una alternativa pratica ed economica al campione individuale per molte malattie croniche come la leucosi e la brucellosi. La sostituzione del campione individuale con un campione in pool riduce notevolmente i costi e migliora la sorveglianza, essendo applicabile più volte all’anno.

L’obiettivo della presente ricerca  è quindi lo sviluppo e la validazione di un nuovo test di tipo indiretto basato su antigeni ricombinanti e da un protocollo di purificazione/concentrazione delle immunoglobuline nel latte finalizzati alla sorveglianza dello stato di indennità da IBR negli allevamenti bovini da latte e carne. Le performance del test in termini di sensibilità/specificità analitica e diagnostica verrà predeterminato in prove di laboratorio simulate per definire la consistenza dei pool di latte e siero. Successivamente il metodo diagnostico verrà impiegato a cadenza quadrimestrale (latte di massa) e annuale (pool di sieri) affiancando i controlli ufficiali in un numero significativo di allevamenti da latte e da carne della provincia di Cuneo.
Il metodo proposto rappresenta il primo del suo genere applicato al controllo dell’IBR in ambito europeo.
Il metodo, una volta validato, rappresenterà una alternativa efficace ed economica per il mantenimento della qualifica sanitaria, incoraggiando la partecipazione crescente di allevatori al piano di controllo e risultando compatibile con un sistema di autogestione sostenibile, sempre meno dipendente dall’intervento economico del S.S.N.
La progressione del piano con la possibilità di accelerare i tempi di eradicazione della malattia negli allevamenti infetti ha una ricaduta positiva sulla sicurezza dei consumatori in quanto, determinando una riduzione degli interventi terapeutici, abbatte il rischio di presenza di residui farmacologici nelle derrate di origine animale.
Il raggiungimento della qualifica sanitaria territoriale per la malattia determinerebbe inoltre una valorizzazione della qualità del patrimonio bovino e dei prodotti derivati in rapporto agli scambi con territori extraregionali.  
La partecipazione dell’APA, del Servizio Veterinario dell’ ASL CN1 e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale sede di Cuneo rappresenta un eccellente esempio di integrazione di competenze e sinergia fra istituzioni pubbliche e private nell’ottica della ottimizzazione delle risorse umane e del comune indirizzo e unità di intenti, finalizzato al miglioramento dello stato sanitario delle produzioni zootecniche in provincia di Cuneo.

 

Ultimo aggiornamento: 18/06/2015 14:58
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